m.a.x. museo, Chiasso

La memoria del visibile: segno, colore, ritmo e calligrafie

21 maggio / 25 settembre 2016

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Arte da sfogliare

Mostra a cura di: Claudio Cerritelli, Nicoletta Ossanna Cavadini

La mostra al m.a.x. museo di Chiasso, che s’inserisce nel filone della “grafica contemporanea”, è dedicata quest’anno a Simonetta Ferrante (1930), attiva incessantemente per ben sessanta anni e che ha saputo distinguersi per un singolare percorso costantemente volto alla ricerca della memoria del visibile.

Si tratta della prima antologica dedicata a Simonetta Ferrante, che intrattiene fin da giovanissima rapporti di lavoro e amicizia con i principali esponenti del circolo internazionale di grafici, designer e fotografi. La mostra affronta quindi tutto il suo articolato percorso: dai primi anni della formazione sino al 2016, mettendo in luce e a confronto il doppio background fra grafica, design, arte e calligrafia e individuando i punti nodali della sua ricerca in tutte le sue diverse fasi e tecniche.
Simonetta Ferrante inizia la sua attività in graphic design presso Max Huber e Pier Giacomo Castiglioni, frequenta su consiglio di Giovanni Pintori la Central School of Arts and Crafts di Londra, lavora con Bob Noorda, poi con Bruno Munari, collabora con Giovanna Graf e Carlo Pollastrini per i Supermercati Esselunga, Galgano, Fotorex, Elettrocarbonium, 3M-Minnesota, Mondadori, Rizzoli e DataControl.
Si dedica in seguito all’incisione, alla pittura, al collage, ai libri d’artista, alle installazioni e, in particolare, è affascinata dall’arte calligrafica.
Tali ambiti disciplinari sono complementari e da intendersi quali fasi di un’unica poetica artistica diretta allo studio del segno, del colore, del ritmo e della scrittura: fra grafica, design, arte e calligrafia.

Il percorso espositivo si articola secondo uno sguardo cronologico-tematico: il primo periodo di formazione alla Central School of Arts and Crafts di Londra presenta manufatti grafici, disegni, carboncini, gessi che già si avvicinano all’ambito del collage e della sperimentazione che Simonetta Ferrante con il tempo approfondirà. Si osserva in questo primo periodo la sua passione per il disegno.

Segue l’inizio della sua attività vera e propria di graphic designer, accompagnata da incontri importanti: Max Huber, Pier Giacomo Castiglioni, Bob Noorda, Bruno Munari, Giovanni Pintori, Giovanna Graf e Carlo Pollastrini.
Una sezione in mostra è dedicata alla grafica e illustratrice svizzera Giovanna Graf (Zurigo, 1930 – Meilen, 2012), formatasi a Zurigo, che ha condiviso lo studio con Simonetta Ferrante a Milano fra il 1961 e il 1971. Suoi manifesti, locandine, inviti e bozzetti per La Rinascente, per Teodora e altri marchi attestano la freschezza della sua grafica, colorata e coinvolgente.

Nelle altre sale sono, invece, esposti i libri d’artista di Simonetta Ferrante, come pure le sue incisioni, le sculture in carta e plexiglass, i dipinti a olio, i monotipi, i collage, le tecniche miste, gli inchiostri, le installazioni, le tempere e gli acquerelli. Emerge la sua attenzione per un vero e proprio lavoro di ricerca sulle carte, come nel caso dell’acquatinta alla vecchia maniera picassiana.

L’esposizione – accompagnata da un catalogo che viene a colmare un vuoto bibliografico – è realizzata grazie all’archivio di Simonetta Ferrante – ora donato al m.a.x. museo –, all’Aiap-Associazione italiana design della comunicazione visiva, al Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di Aiap (Aiap CDPG) e agli eredi di Giovanna Graf. La mostra gode del patrocinio di Aiap-Associazione italiana design della comunicazione visiva, e del Gruppo Calligrafia Ticino